L’interior design dei moderni cabinati a vela da crociera ha conosciuto negli ultimi anni un’evoluzione strepitosa che segue la ricerca di forme e materiali, le possibilità hi-tech, le esigenze di personalizzazione, ma anche il nuovo approccio dei velisti alla vita di bordo. Gli interni di Stem 50 rappresentano un esempio perfetto di questi nuovi valori.
Quello dell’interior design è uno dei settori dello yachting che negli ultimi anni ha conosciuto un’evoluzione continua: nuovi progetti, concept rivoluzionari, approcci inediti e affascinanti. Gli interni delle barche rappresentano un terreno di sperimentazione ed esplorazione i cui confini si allargano continuamente. La stessa figura del progettista d’interni, negli studi nautici, riveste ormai un ruolo strategico e di fondamentale importanza. Un’evoluzione in linea con l’innovazione tecnica, la ricerca sui materiali e le possibilità offerte dal mondo hi-tech e che al tempo stesso racconta il nuovo approccio dei velisti alla vita di bordo.

Ebbene, com’è cambiato il design interno dei moderni cabinati da crociera? Cosa cercano gli armatori quando si tratta di cabine, bagni, quadrato e cucina? Quali spazi e quale vivibilità desiderano durante le crociere o quando si trovano in porto o in rada? E in che modo oggi progettisti e cantieri interpretano questi spazi di bordo?
I volumi interni si moltiplicano
Partiamo dalle linee degli scafi perché sono queste, per prime, a condizionare dimensioni e volumi degli interni. Gli scafi moderni sono sempre più grandi, più lunghi al galleggiamento, più ampi e larghi rispetto al passato. Tali forme più generose assicurano una maggiore stabilità e consentono di ricavare interni più ampi e ariosi, con cielini più alti, cabine dalle dimensioni “formato hotel” e layout più versatili. Questi comprendono tre o addirittura quattro cabine doppie e due o tre bagni, già a partire dai 13 metri.
La fusione tra interno ed esterno
Se un tempo gli spazi interni ed esterni erano nettamente separati, oggi sulle imbarcazioni più recenti si cerca una continuità tra i due ambienti. L’obiettivo è far vivere gli spazi nella loro interezza, grazie a diversi componenti ed elementi stilistici. Pensiamo, per esempio, alle ampie finestrature, agli oblò e agli osteriggi che mettono in comunicazione gli spazi interni con quelli esterni. A questi si aggiungono arredi studiati per estendere gli ambienti verso le aree adiacenti e soluzioni che includono tettucci panoramici o apribili.
Oggi, sempre più armatori ed equipaggi apprezzano grandi finestre panoramiche e vetrate a tutta altezza che creano una transizione fluida tra gli spazi interni e i ponti esterni, portando la luce naturale e la vista del mare all’interno. A volte le stesse vetrate diventano “intelligenti” con pannelli che si aprono e richiudono automaticamente oppure regolano la propria opacità per controllare la privacy e la luce solare, un approccio sempre più vicino ai criteri dell’interior design.

Spazi sempre più multifunzionali
Un’altra tendenza che si registra riguarda gli spazi interni. Questi ultimi sono spesso concepiti per mutare in base al tipo di attività che si intende fare, al numero di ospiti a bordo, al mood del momento. Gli spazi di bordo hanno oggi un’identità più flessibile, pensata per adattarsi a diversi tipi di navigazione: dalle brevi uscite o piccole crociere fino ai lunghi viaggi e alle traversate oceaniche. L’obiettivo di progettisti e cantieri è creare ambienti multifunzionali che riflettano lo stile di vita individuale e migliorino l’esperienza in mare.

Domotica, intrattenimento e controllo remoto
I moderni yacht a vela da crociera sono poi dei veri e propri gioielli tecnologici con largo uso di domotica, controlli vocali per gestire luci e climatizzazione, connessione 5G per un intrattenimento senza confini e sistemi avanzati di sicurezza che rendono la navigazione un’esperienza confortevole, personalizzata e sicura.

Materiali ricercati ed “eco friendly”
Tra le ultime tendenze spicca senza dubbio la sostenibilità. La ricerca di soluzioni a minore impatto ambientale si riflette, per esempio, nella scelta dei materiali impiegati per gli allestimenti interni: legno, cotone, lino, lana, così come vernici all’acqua e collanti naturali per le finiture. Cresce anche l’interesse verso i materiali biocompositi, che offrono un buon compromesso tra prestazioni e impatto ambientale. Un ulteriore aspetto riguarda la leggerezza dei materiali, che incide in modo diretto sui consumi e sulle prestazioni. Ridurre il peso significa ottenere imbarcazioni più efficienti, veloci e meno impattanti durante la navigazione. Anche le resine termoplastiche, combinate con fibre naturali, permettono di realizzare componenti facilmente riciclabili al termine della loro vita.

Stile “custom” e interni su misura
I cantieri nautici si avvicinano sempre di più a marchi d’arredo in grado di offrire una qualità artigianale e un alto grado di personalizzazione degli arredi nautici, per poter effettivamente presentare agli armatori delle barche in buona parte su misura.
Chi sceglie una barca a vela desidera oggi un ambiente che rispecchi il proprio stile e i designer collaborano per creare interni unici, con arredi artigianali e dettagli pensati attorno ai gusti del singolo proprietario.
Stem 50: interni ricercati, multifunzione ed ergonomici
L’evoluzione dell’interior design nei moderni cabinati a vela si può senz’altro apprezzare a bordo di Stem 50, il “bluewater cruiser” in alluminio realizzato di recente dal cantiere Stem Marine di Parma. Votato alle crociere in Mediterraneo come ai lunghi passaggi oceanici, questo cabinato di 15,80 metri è stato concepito e allestito per essere accogliente, elegante e tutto da vivere fuori come all’interno.

Tutti gli spazi interni dello Stem 50 ruotano attorno a 4 concetti principali. Il primo è l’accessibilità a tutto quello che non si vede, come impianti, apparati e sentine. Non essendoci infatti il classico controstampo, tutto il mobilio è poggiato a incastro sull’ossatura dello scafo ed è facilmente smontabile. Altro concetto è la solidità: i mobili e gli allestimenti a incastro, infatti, contribuiscono alla rigidità strutturale dell’insieme. C’è poi la multifunzionalità che si esprime con spazi e oggetti pensati per avere più funzioni. Ad esempio, la doccia “passante” nella cabina di prua o il tavolo del quadrato con vetro trasparente che serve anche come contenitore per le carte nautiche. Infine, c’è il concetto di ergonomia pensata sia a barca ferma che a scafo sbandato in navigazione. In questa chiave sono concepiti ad esempio l’apertura dei portelli, l’uso di materiali morbidi come pelle e imbottiture e l’assenza di angoli pericolosi.

Un’attenzione speciale è rivolta anche alla luce. A bordo si contano 20 punti di luce naturale, affiancati da un sistema di luci artificiali che permette di modulare l’intensità e creare diverse atmosfere (Safety, Relax e Operational). A completare il tutto, gli allestimenti firmati dal maestro del legno Davide Gelmini di Rawood.
Insomma, il presente e il futuro dell’interior design dei moderni cabinati a vela da crociera si giocano su un equilibrio sempre più raffinato tra innovazione, comfort e attenzione all’ambiente. Gli yacht di oggi non sono semplici mezzi di trasporto, ma vere e proprie esperienze di eleganza, sicurezza e tecnologia sul mare.





