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Convenzione Solas 74: cos’è, come nasce e a cosa serve

15 Dicembre 2025
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Il termine “Solas 74” fa riferimento alla Convenzione Internazionale per la Salvaguardia della Vita Umana in Mare. Vediamo come è nato questo importante accordo internazionale, a cosa serve e quali norme marittime prevede.

In tema di navigazione, costruzione navale e normativa marittima, si sente spesso parlare di Solas 74, acronimo di “Safety Of Life At Sea 1974”. Tale espressione si può trovare annoverata per esempio tra le caratteristiche di una nave o un’imbarcazione, ma anche nella scheda tecnica di un Vhf, un giubbotto di salvataggio o una boetta fumogena. Cosa s’intende esattamente per Solas 74?

Il termine Solas 74 fa riferimento alla Convenzione Internazionale per la Salvaguardia della Vita Umana in Mare. Si tratta di un accordo internazionale firmato per la prima volta il 20 gennaio del 1914 a Londra da 162 Paesi e poi aggiornato fino alla versione definitiva nel 1974. In pratica racchiude una serie di norme volte a tutelare la sicurezza della navigazione mercantile, con esplicito riferimento alla salvaguardia della vita umana in mare. Ancora oggi la Solas 74 disciplina tutti gli aspetti fondamentali della sicurezza per le navi. Specifica, inoltre, gli standard minimi per la costruzione, l’equipaggiamento e la navigazione dei mezzi navali.

Tutto ebbe origine dal naufragio del “Titanic”

La nascita della Solas 74 si deve a uno dei disastri marittimi più celebri della storia della navigazione, quello del “Titanic”, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912. Come è noto, lo splendido transatlantico inglese, all’epoca la nave più grande e lussuosa del mondo, durante il suo viaggio inaugurale da Southampton a New York entrò in collisione con un iceberg.

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L’impatto provocò alcune falle sotto la linea di galleggiamento del transatlantico, che in meno di 3 ore si inabissò nell’Atlantico. Nel naufragio persero la vita 1.635 persone. Solo in 705 riuscirono a salvarsi grazie all’intervento della nave “Carpathia” giunta diverse ore dopo sul luogo dell’incidente.

La tragedia aprì un importante dibattito sulle regole della navigazione e portò alla convocazione della prima conferenza internazionale sulla sicurezza della vita umana in mare. In quell’incontro si decise di definire la Convenzione Internazionale per la Sicurezza della Vita in Mare, ossia la Convenzione Solas, progenitrice dell’attuale Solas 74.

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“Titanic”: perché la tragedia era evitabile

Le indagini successive al naufragio del “Titanic” rivelarono infatti che la tragedia poteva essere evitata. Sono stati molti gli errori che hanno contribuito al naufragio del transatlantico. Per quanto riguarda la costruzione del “Titanic”, sembra che le paratie antiallagamento fossero state costruite più basse del normale per ricavare più spazio da dedicare alle cabine. Dopo la collisione con l’iceberg e la conseguente apertura della falla sullo scafo, l’acqua riuscì così a passare da un compartimento all’altro velocizzando l’inabissamento del transatlantico.

Quanto alla navigazione, l’equipaggio ignorò molti segnali sul pericolo dei ghiacci e la rotta venne modificata con grande ritardo. Colpevole fu anche l’alta velocità della nave che fece avvistare troppo tardi l’iceberg alla vedetta di guardia. Infine le manovre di salvataggio furono condotte in maniera maldestra e le stesse scialuppe della nave potevano contenere molte meno persone rispetto a quelle presenti a bordo.

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Con la Convenzione Solas cambia tutto

Il naufragio del “Titanic” impose alla comunità mondiale la necessità di creare nuove regole per la navigazione internazionale. L’obiettivo era quello di salvare il maggior numero di vite umane in mare. All’epoca della tragedia, le norme marittime erano poche, piuttosto vaghe, in qualche caso obsolete e spesso non rispettate dai cantieri navali, dalle compagnie di assicurazione e dagli stessi equipaggi.

Così a due anni da quel disastro navale, il 20 gennaio 1914, venne approvata a Londra la prima versione della Convenzione Solas. Il documento esprimeva la volontà dei principali Paesi di creare un insieme di regole, nuove e specifiche, che avevano ad oggetto ogni aspetto delle navi che potesse comportare un pericolo per la vita umana. Successive modifiche furono apportate alla Convenzione nel 1929, nel 1948 e nel 1960 con l’intento di aggiornare l’accordo in funzione del progresso e dell’evoluzione tecnologica del mondo marittimo. Tali aggiornamenti all’inizio richiedevano appositi emendamenti da approvare.

Vista la lentezza del processo, tuttavia, si introdusse la procedura del tacito accordo. Tutti gli emendamenti sarebbero entrati in vigore in una specifica data, a meno che non ci fosse stata palese obiezione da parte di un certo numero di Paesi. Il nuovo meccanismo entrò in funzione con la Convenzione Solas del 1974 ed è per questo che, ancora oggi, troviamo l’espressione “Solas 74” che fa da riferimento anche ai successivi emendamenti del 1978, 1983, 1987, 1988 e 1989.

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Le materie affrontate dalla Solas 74

Vediamo ora quali sono i contenuti concreti di questo testo fondamentale di Diritto Internazionale del Mare. Ricordiamo che la Convenzione Solas 74 si applica a:

  • Navi che effettuano viaggi internazionali (escluse quelle da guerra);
  • Navi da carico con una stazza lorda inferiore alle 500 tonnellate;
  • Navi senza propulsione meccanica;
  • Navi in legno;
  • Navi da diporto;
  • Navi da pesca.

Il testo della Convenzione è strutturato in 14 capitoli. Ognuno di questi è dedicato a un argomento specifico: Disposizioni Generali, Costruzione, Mezzi di Salvataggio, Radiocomunicazioni, Sicurezza della Navigazione, Antincendio e Trasporto di Carichi, Combustibile e Merci Pericolose.

La Convenzione Solas continua a essere aggiornata da un lato coprendo i nuovi progressi tecnologici nel settore nautico, e dall’altro occupandosi di disciplinare aspetti della navigazione ancora piuttosto astratti. Chi si muove nel mare, a livello professionale e per diporto, dovrebbe conoscere i principi base di questo importante “corpus” normativo di portata internazionale.

Anche Stem Marine rispetta la Solas 74

Accanto agli standard tecnici internazionali, comeIso (International Maritime Organization) e Imo (International Organization for Standardization), anche la Convenzione Solas 74 è un punto di riferimento normativo fondamentale per i battelli professionali del catalogo Stem Marine.

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Proprio perché si tratta di imbarcazioni impiegate nel soccorso in mare, nelle situazioni di emergenza medica e nel servizio antincendio, la progettazione, la costruzione e l’allestimento di questi mezzi navali rispettano rigorosi standard di sicurezza, certificazioni e convenzioni internazionali, come la Solas 74.

Nello specifico, tra i componenti Solas che si trovano a bordo dei battelli Stem Marine rientrano i motori marini entrobordo e alcune dotazioni di sicurezza. Per esempio sullo Stem 12 Fire/Rescue sono contrassegnate Solas le zattere di salvataggio e i relativi sganci rapidi, i salvagenti anulari, gli estintori portatili, le luci di navigazione, l’Epirb e i kit dei segnali di soccorso.

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Insomma, a distanza di tanti anni dal naufragio più celebre della storia, la sicurezza delle navi è progressivamente aumentata e anche grazie a quelle vittime inconsapevoli oggi la salvaguardia della vita umana in mare fa parte del bagaglio tecnico, culturale e normativo di ogni cantiere navale, di ogni comandante e di ogni equipaggio che pratica la navigazione.

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